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  • 10/10/2021 UNA DOMENICA DI AGONISMO

    COPPA COBRAM

    Definirla di agonismo probabilmente è un po’ avventato, ma quest’anno non poteva stupire la nuova formula della Coppa Cobram, che ha avuto modalità completamente diverse nello svolgimento delle “prove speciali”.
    La manifestazione è passata da puro agonismo, in prova di bike orienteering visto che ad ogni singolo biker era lasciata la decisione di raggiungere nel percorso più congeniale e nel minor tempo possibile una mèta svelata solo al sabato con indicazioni alquanto “nebulose” e con una partenza da un punto NON BEN DEFINITO, come cita il nuovo “Manifesto-Regolamento”. Giusto per gettare suspance su sgomento.
    E’ già tanto che alla data di oggi non ci siano ancora in giro mezzi de SUEM alla ricerca dei dispersi, ma tanto, avrebbe detto Fanton: “fa parte del gioco”.

    Ma non si poteva se non allegare un lungo e dettagliato resoconto proprio del “DEUS EX MACHINA”, che ci spiega quanto accaduto.

    “GIORNATA KOBRAM” STORY 2021.

    Al ritrovo si procede alla “verifica dei mezzi, controllo tessere, verifica delle informazioni personali” e alla comunicazione dalle prime sommarie indicazioni. Come annunciato quest’anno sono presenti delle novità Kobram e quelle che riguardano il “tratto” in pianura sono:
    -la notevole distanza circa 20km.
    -il punto di inizio ignoto fino al momento della partenza.
    -l’itinerario a scelta del partecipante.
    -il punto di ritrovo di arrivo comunicato il giorno precedente l’escursione.
    Dopo una decina di km dietro macchina per scaldare i motori si giunge al punto del kilometro zero della località ignota di cui tuttora non si osa dire il nome.
    Breve briefing e al verde del semaforo i biker muovono apparentemente tutti nella stessa direzione ma giunti all’incrocio successivo il dilemma del ponte utilizzare per attraversare il nostro big river divide il plotone.
    Al punto di “ritrovo” giungono 4 gruppetti di cui almeno 3 hanno percorso vie diverse.
    Il tragitto più breve prevedeva il passaggio verso sud-ovest del fiume ma il leitmotiv della giornata è vado “con la mountain bike in tangenziale”.
    Giungono prima i due biker che si lanciano su tale via nonostante presenti circa 2.9 km in più (19.7 contro i 16,6).
    Ad attenderli il “certificatore” degli arrivi è arrivato con trasferimento in automobile dalla partenza.
    Costui ha avuto solo il tempo di aggiungere un segno sul percorso e montare la ruota davanti della bici, vedendosi costretto a raspare con le scarpe la ghiaia per indicare il punto di “ritrovo”.
    Giungono poi con un ritardo notevole, quasi incomprensibile, gli altri bikers che avanzano dubbi vari sui primi arrivati, tra i vari dubbi emerge anche l’ipotesi di un accordo preventivo tra il biker motorizzato e il suo segugio Gianni. con la bici muscolare.
    Rimane il fatto che anche gli altri avrebbero potuto “battezzare la ruota giusta” e per fare i “Colbrelli” della situazione.
    È stata anche una partenza col “botto” perché dopo pochi metri il n.1 Boskom è costretto al ritiro per noie meccaniche trascinando con se altri 2 elementi.
    Le noie meccaniche sono state importanti perché anche il Biker meccanico Milio, di provata esperienza che si trovava con lui, non è riuscito a risolverle in tempi brevi se non con l’impiego di 3-4 bombolette per il gonfiaggio.
    Si registrano pertanto già nella prima frazione 3 DNF (did not finish) che tradotto in slang Kobram significa “dispersi”. Tra loro anche Johnny. che sicuramente avrebbe fatto patire molti sulla successiva salita.
    Serrati i ranghi in breve si arriva alla partenza del tratto in salita, di circa 3 km, che prevedeva anche una breve discesa all’inizio.
    Il percorso prevedeva alcuni “muri” asfaltati nella parte iniziale poi quando il fondo si faceva erboso e più pedalabile ecco comparire dietro un albero un “caredòn” che puntava dritto verso il blu. Da qui in avanti si susseguivano qua e là strappi stimati al 20-25% su fondi di varia natura detti “trappoloni”.
    In questa fase non si registrano DNF ma si segnala soprattutto la grande prestazione della nostra biker Maddalena. che si lascia alle spalle quasi tutti i maschietti e non di meno il nostro Alessandro che arriva davanti a tutti anche all’elettrizzato di giornata Lorenzo.
    La discesa prevedeva un arrivo in salita anche se le modifiche del percorso lo hanno reso meno affascinante come sorpresa finale.
    Il certificatore precede gli altri per segnalare il l’unico punto che poteva creare dubbi.
    Prima di questo punto il tracciatore nota un’altra zona in una curva stretta a sx e si ferma per segnalare la direzione.
    In quel momento dal mimetico capanno posto di fronte, esce un “Rambo” con sguardo truce armato di fucile che lo fa desistere dal lasciare segni di qualsiasi tipo. Il tracciatore decise, suo malgrado, di confidare sul fatto che la pendenza a scendere avrebbe indotto tutti per la direzione giusta.
    Al pari del noto “ragionier Filini” il nostro Antonio dimostra difficoltà di acuità visiva nella lettura del cellulare ma riesce in ogni caso ad avviare il gruppo in discesa.
    Giungono al “ritrovo” tutti i biker ma il più quotato in discesa Massimo., forse per la gran velocità, parte per la tangente nel punto con “vigilanza armata” e prosegue per vie diverse giungendo attardato. Tale biker Massimo, esprime vibrate proteste videoregistrate nei confronti del “Megadirettoregalattico” incurante delle pesanti sanzioni disciplinari che possono determinare a partire dall’esclusione dalla “manifestazione”.
    Sono in atto febbrili consultazioni tra il “Megadirettoregalattico” e il “Presidente-generale-ammiraglio-grancondottierodeipozzettid’acciaioall’attacco” per la valutazione del caso.
    Tutti gli altri partecipanti non citati hanno dato il meglio di sé e sicuramente molti di loro emergeranno nelle speciali menzioni di cui saranno insigniti a fine anno ciclistico.
    Come al solito il “rapporto” dettagliato è tenuto segreto e sarà diffuso solo a fine stagione nell’occasione che sarà ritenuta adatta.
    Tra le righe di questo report, appositamente edulcorato per renderlo divertente, si raccontano comunque le principali situazioni, che si sono venute a creare nella nostra escursione Kobram.
    Ricordando che ha lo scopo di farci trascorrere una mattinata all’aria aperta, nella natura all’insegna dello sport, del divertimento e dell’amicizia che solo la mountain bike permette in modo così intenso, speriamo che l’escursione sia stata gradita a tutti.
    Consentita ogni diffusione di questo report al di fuori dei membri del team, pur citando nomi e cose di persone.

    Anche il cronometrista era mimetizzato



    09-10-2021 MARCHE TRAIL – L’IMPRESA DI MARINA

    Forse perchè una manifestazione resta più impressa dell’altra o forse perchè ci si vuol per l’ennesima volta confrontare con se stessi su un percorso che altre voltre ha dato quel impulso in più, si torna a partecipare alla stesso trail dell’anno scorso o a più di una edizione.
    E’ questo lo stimolo che il Marche Trail ha impresso nella nostra Marina, che ha deciso di prenderne parte per la 4a edizione su 4 quattro, pur sapendo che le condizioni non sarebbero state assolutamente favorevoli.

    Nulla è più coinvolgente e toccante se non leggere il suo resoconto, che, da diretta protagonista, ha raccolto come se fosse un diario di avventura.
    Il significato resta comunque uno solo: Marina, ha una determinazione in questi trail che va al di là di ogni imprevisto o condizione avversa. E quando lei si immerge in questo mondo, diventa inarrestabile.
    LEGGIAMOLO TUTTO DI UN FIATO.

    Eccoci qui con il ‘solito’ racconto. Marche Trail 4^ edizione e alla mia 4^ partecipazione. Il meteo è alquanto triste per non dire pessimo
    … che si fa?
    Si parte o si rimane a casa con il sole?

    Naturalmente si parte! L’idea era di lasciare l’auto all’arrivo, prendere il treno alle 6 di mattina e raggiungere la partenza a circa 50 km…ma la pioggia mi fa cambiare idea, parto in camper e lo lascio alla partenza…poi farò il ritorno in treno. L’anno scorso l’ho percorso tutto d’un fiato senza soste notturne, ma quest’anno con il meteo così brutto ed essendo sola, penso di fermarmi per la notte in struttura. Ivano lascia il mio contatto a Luigi Cavallo, che mi contatta per sapere se faccio ‘tutta una tirata”. Gli dico che, se non sono sola e il meteo è favorevole, si può anche fare. Ma lo avverto che non sono veloce e no vorrei essere una ‘palla al piede’ (come poi si verificherà). Con lui anche la moglie Daniela e altri due amici che, però, lo faranno in 3 giorni. Si deciderà strada facendo nella speranza di trovare posto. La sera prima della partenza, sono quasi tutti in pizzeria e così conosco Luigi & c., poi Barbara che conoscevo solo sui social e infine vedo arrivare anche Matteo con altri amici, che non sapevo di trovare al Marche Trail.Partenza alle 7 di mattina sotto un po’ di pioggia e via verso Loreto. Qui ci si ferma per la colazione e visto che non piove più, togliamo gli indumenti per la pioggia….ma durerà poco.
    Poi Recanati dove ci fermiamo per qualche foto al paese di Leopardi ….la casa natale, la piazzetta del sabato del villaggio , l’ermo colle….Sosta pranzo con un panino lungo la strada … ci si ferma continuamente per indossare indumenti anti pioggia, poi toglierli perché non piove più, poi reindossarli….
    Alcuni sterrati sono tremendi: fango fango e fango….le ruote non tengono e si è costretti a scendere dalle bici affondando nel fango fino alla caviglia … con dei bastoncini dobbiamo togliere il fango dalle bici per poter proseguire e la mia comincia a darmi dei problemi…in salita la catena di blocca continuamente (in un’occasione ho fatto anche un bel capitombolo non riuscendo a staccare le scarpe dalle tacchette )…
    Arriviamo fradici e infreddoliti al ristoro e dove c’è un meccanico a cui chiedo di guardarmi la bici. Esito: hai la catena, pacco pignoni, corona finiti, e questo fango non ti aiuta proprio! ‘Cosa posso fare?’ Risposta: ‘spera di arrivare alla fine!’ Mi consiglia di dare continuamente olio alla catena e di non forzare in salita, altrimenti saranno guai seri!
    Non ci voleva!

    Inoltre, alla nostra intenzione di proseguire pedalando la notte se non piove, ce lo sconsigliano vivamente. ‘non affrontate i Sibillini di notte con questo meteo!’ Quindi, prendiamo la decisione di fermarci a Caldarola, ai piedi della lunga salita. Non appena abbiamo campo, cerchiamo qualcosa e troviamo un hotel a Caldarola dove fermiamo le stanze. Ci sono ancora salite, ancora sterrati, sembra che a Caldarola non si arrivi mai. Finalmente alle 20.30 arriviamo all’hotel, infangati dalla testa ai piedi…. La colazione è alle 7: troppo tardi per noi che vogliamo partire alle 5.30. Gentilissime ci dicono che lasceranno tutto al tavolo buffet e quindi potremo fare colazione quando vogliamo. Pizza, doccia e a letto xkè la sveglia è alle 4…. Alla fine siamo ripartiti alle 6, salitona fino a 1100 mt ma nessun panorama da vedere xkè le nuvole nascondono tutto…. Poco prima della cima, ecco che ricomincia a piovere: ci vestiamo velocemente e giù fino a Fiastra, dove troviamo un bar aperto per una brioche e un cappuccino bollente.
    Lungo il percorso troviamo altri ciclisti con cui facciamo qualche chiacchiera: qualcuno ha già abbandonato il trail, qualcuno ha ‘tagliato’ su asfalto in quanto il fango è davvero tanto. Anche le foto sono pochissime perché le nuvole e la pioggia non ci lasciano vedere i bellissimi panorami.Faccio alcuni tratti di strada in solitaria in quanto Luigi è più veloce di me e quindi gli dico di andare pure avanti. Ci ritroviamo a Sarnano. Per pranzo che si fa? Cerchiamo un posto dove poter mangiare un piatto di pasta evitando oggi i panini…. Non riusciamo a trovare nulla perché siamo in mezzo a sterrati e nei pochi piccoli paesi, nulla di aperto.

    Sono ormai passate le 14: arriviamo a Montemonaco, c’è un bar aperto (l’unico bar): mangeremo un panino! E invece ci dicono che ci faranno una zuppa di lenticchie e ci portano un piattino di olive ascolane ancora caldissime. Non ci sembrava vero! Ripartiamo poco prima delle 16 e continua a piovere, ormai ci siamo abituati alla pioggia, è al freddo che io non riesco ad abituarmi…Con questo tempo alle 18 è già quasi buio, ma vogliamo arrivare ad Ascoli Piceno e poi mancano poco più di 60 km all’arrivo! Sono infreddolita al massimo, ho indossato tutto quello che avevo, sembro un palombaro. Arriviamo ad Ascoli alle 20.30 sotto una fitta pioggia e cerchiamo un posto per cenare che non sia all’aperto. Troviamo un locale che, però, chiude alle 21, quindi ci dobbiamo sbrigare. Continua a piovere, sono preoccupata nel ripartire non tanto x la pioggia ma x il freddo!

    Mi faccio forza e ripartiamo: l’intensità della pioggia sta diminuendo…speriamo! Arriviamo ad Appignano sul tardi, ma c’è un bar aperto e ci fermiamo x un caffè! Ha smesso di piovere…all’interno del bar alcuni avventori che vedendoci fradici e infangati sono curiosi e chiedono informazioni

    Ripartiamo: prossima fermata Offida, ancora gremita di giovani davanti ai bar…qualche foto e via. A Grottammare sembra non arrivare mai, ma alla fine eccola! Ultima salita ed è fatta! Peccato non godere del panorama sul mare. Ultimi 5 km sul lungomare e siamo arrivati. Al campeggio purtroppo non c’è nessuno, ma sono le 3 di notte!
    Poco dopo di noi altri due ciclisti. Mi cambio velocemente x indossare maglie asciutte, il primo treno x il ritorno a Numana è alle 7 di mattina, quindi mi sdraio da qlc parte x riposare un po’, ma fa troppo freddo. Ripartiamo poco dopo le 6 nella speranza di trovare un bar aperto, e per fortuna lo troviamo. Mezz’ora di treno, ultimi 5 km in bici ed eccomi arrivata al camper. Un super ringraziamento a Luigi che mi ha fatto compagnia durante il trail, nonostante sia stata la sua palla al piede vista la mia velocità da ‘lumaca’

    Un ringraziamento agli organizzatori Ivano e Loretta. Un salutone a Daniela (moglie di Luigi), a Stefano e Antonello con cui abbiamo fatto i primi km.



    10/10/2021 I CARRETTA ALLA TREMALZO BIKE

    Non nuovi a buone anzi ottime prestazioni, anche nella bella cornice della impegnativa Tremalzo Bike, sull’area dell’Alto Garda, i Carretta si sono distinti nelle loro rispettive categorie. Mirco agguanta un bel 8° posto di categoria, mentre il papà Lucio conquista l’11a piazza della sua classifica.
    Si chiude con quest’ultima manifestazione il circuito BRIXIA, dove grazie a tutti i piazzamenti raggiunti e alla continuità che sono riusciti a dare durante tutta questa stagione, Mirco sale sulla 5° piazza d’onore mentre Lucio è 8°. Entrambi si portano a casa un bel premio di consolazione.
    ANCORA UNA VOLTA: UN BEL APPLAUSO A VOI!